Stipsi, Stitichezze e Diarree: cause e diagnosi - Dott. Angelo Franzè

Stipsi, Stitichezze e Diarree

Stipsi, Stitichezze e Diarree - Malattie dell'apparato digerenteLa stipsi cronica idiopatica rappresenta un problema diffuso; si stima ne sia interessato circa il 20% della popolazione adulta dei Paesi Occidentali, anche se la reale prevalenza non è stabilita univocamente. L'importanza del disturbo trova conferma nel fatto che i farmaci lassativi siano tra i medicamenti più venduti in tutto il mondo.

Al termine stipsi viene attribuita una vasta gamma di significati, che varia dalla bassa frequenza di evacuazione, alla necessità di assumere lassativi per ottenere l'evacuazione, all'evacuazione difficoltosa con espulsione di feci dure, alla sensazione di evacuazione incompleta, alla presenza di dolori addominali attribuiti alla emissione delle feci.

Il termine idiopatica significa che non esistono alla base del disturbo cause organiche, ossia malattie dell'intestino di tipo infiammatorio o tumorale: tali patologie vanno sempre escluse, mediante l'esecuzione di una colonscopia o di un clisma opaco. Vanno inoltre escluse malattie sistemiche( collagenopatie o disturbi endocrini) che possano causare stipsi, che verrà allora detta "secondaria".

La stipsi cronica idiopatica si classifica scientificamente secondo i "Criteri di Roma", stilati nel 1991 da un gruppo di esperti. La classificazione coinvolge sia la frequenza delle evacuazioni, che la difficoltà espulsiva. Si basa sul presupposto che la maggior parte delle persone sane presenta da tre evacuazioni al giorno a tre evacuazioni per settimana; tali estremi definiscono pertanto un intestino con svuotamento normale.

In particolare, essa è distinta dalla sindrome dell'intestino irritabile a prevalente componente stitica, in cui prevalgono dolore e gonfiore addominale, alleviati dalla defecazione, e vi è alternanza tra stipsi e diarrea.

Dalla trasmissione Elisir su RAI 3 - 17 Marzo 2015

Il prof. Franzè è stato invitato nel programma Elisir condotto da Michele Mirabella per parlare di stipsi/stitichezza.
L'intervento inizia al minuto 10:36



I Criteri di Roma consentono anche di identificare, tra tutti i pazienti, coloro per i quali sia indicato effettuare accertamenti diagnostici e applicare terapie specifiche; tali casi riconoscono una origine multifattoriale, che comprende aspetti fisiopatologici, abitudini di vita (sedentarietà, scarso apporto di liquidi e di fibre, irregolarità nell'assunzione dei pasti) e componenti psicosomatiche. Si rende pertanto necessario un approccio multidisciplinare.

Tra i meccanismi patogenetici della stipsi cronica idiopatica si annoverano fattori legati ad alterazione della progressione del contenuto intestinale (componente colica), e dei meccanismi espulsivi (componente espulsiva). Una parte dei pazienti presenta una ridotta funzione propulsiva del colon, che determina un rallentato transito del bolo fecale a livello di tutto il colon, o di alcuni segmenti.

La componente colica si studia, nella pratica clinica, con l'esame radiologico del transito intestinale con markers radioopachi. Si somministrano al paziente 20 piccole pillole radioopache (markers) per bocca, quindi si eseguono radiografie dell'addome ogni 24 ore sino all'evacuazione dei markers o sino a 8 giorni. Viene quindi calcolato il tempo di transito oro-anale, definito dall'evacuazione di almeno l'80% dei markers.

La stipsi espulsiva, invece, caratterizzata clinicamente da una difficoltà nell'espulsione del bolo fecale, è determinata da alterazioni funzionali o strutturali del settore anorettale, tra cui la dissinergia addomino-pelvica o anismo, alterazione della coordinazione tra la muscolatura del retto e dello sfintere anale.

La stipsi espulsiva si studia con la manometria anorettale, che misura la pressione presente a livello del retto e dell'ano a riposo e durante defecazione e la soglia di sensibilità del retto, la defecografia o proctogramma, studio radiologico eseguito introducendo bario nel retto, l'elettromiografia del pavimento pelvico.

Tra i pazienti affetti da stipsi è stata rilevata una maggiore incidenza di disturbi psichiatrici minori, in particolare ansia, depressione, somatizzazioni, tratti patologici di personalità, più evidenti tra i pazienti affetti da stipsi di tipo anorettale. Il corretto iter diagnostico al paziente affetto da stipsi cronica idiopatica implica pertanto un approccio multidisciplinare, che costituisce il presupposto per un trattamento integrato, che agisca sugli aspetti fisici e psichici, strettamente embricati nella malattia funzionale.

In pratica esistono almeno tre tipi di stitichezza ed ognuno di questi deve essere riconosciuto perché prevede terapie differenziate. Una stipsi legata a ridotti movimento di spinta di tutto l'intestino (inerzia coli), una stipsi in cui i movimento dono normali sino all'ultimo tratto (il retto) ove esiste il problema, e una stipsi dovuta a una stipsi legata a un colon irritabile a componente spastica.

Lo studio approfondito dei meccanismi alla base del disturbo consente pertanto di differenziare il trattamento, che può prevedere farmaci lassativi di tipi diversi, ma assolutamente non "di contatto" se non in maniera sporadica, o esercizi di rieducazione funzionale della muscolatura (bio-feedback).